LA STORIA DI MARTINA, VINCITRICE DI “ENLIGHT-TEN”: DAL BIOTECH UNISR AL PHD A PARIGI (CARBONARA INCLUSA!)

Martina è una ragazza dal sorriso timido e gentile, discreta e riservata, e sulle prime non parla molto. Quando però inizia a raccontare di sé, e soprattutto della sua passione per la scienza e del Dottorato che sta affrontando, rivela tutto il suo entusiasmo, ed ecco che quel sorriso timido si trasforma in un fiume di parole. Il Dottorato di Martina è finanziato da un progetto europeo per il quale erano disponibili solo 13 posti; questa è la sua testimonianza di studentessa UniSR, ora giovane cittadina del mondo.

Martina Lubrano vincitrice ENLIGHT TEN

Ciao Martina! Raccontaci un po’ di te

Mi chiamo Martina Lubrano di Ricco e ho 25 anni. Sono nata a Mantova, dove ho frequentato il liceo classico e all’età di 18 anni mi sono trasferita a Milano per iscrivermi al Corso di Laurea in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche presso l’Università Vita-Salute San Raffaele. Entusiasta di Milano, delle Biotecnologie e della mia Università, al termine della Laurea Triennale ho deciso di proseguire nello stesso Ateneo con la Laurea Magistrale in Biotecnologie Mediche Molecolari e Cellulari. Durante la Magistrale, al San Raffaele è previsto che gli studenti trascorrano un internato di tesi della durata di un anno in un laboratorio, ed io ho deciso di svolgere il mio all’estero. La mia scelta è stata dettata in parte dal mio desiderio di migliorare il mio inglese, ma anche perché ero curiosa di viaggiare, scoprire altre culture e paesi e vedere come “funziona” la ricerca fuori dall’Italia. Ho avuto la bellissima occasione di svolgere il mio internato di tesi negli Stati Uniti, nel Dipartimento di Immunologia della Yale University. Tornata dagli USA nell’autunno 2015, ho discusso il mio progetto di tesi e concluso il mio percorso di studi al San Raffaele.

Dove ti trovi adesso e cosa fai di bello?

Adesso vivo a Parigi perché ho iniziato il Dottorato a Gennaio 2016 presso l’UPMC (Università Pierre e Marie Curie), che è la facoltà scientifica della Sorbonne. Il laboratorio ospitante fa parte del centro INSERM-CIMI che si occupa di immunologia e malattie  infettive. Il mio laboratorio, gestito da Benoit Salomon, si occupa dello studio delle cellule T regolatorie nell’ambito di malattie autoimmuni e tumori. Il mio progetto in particolare verte sullo studio del ruolo di vari recettori della famiglia del TNF nelle cellule T regolatorie.

Insieme ad altri 12 candidati, sei stata selezionata come vincitrice del progetto “ENLIGHT-TEN”. Ci spieghi cos’è?

ENLIGHT-TEN  (www.enlight-ten.eu) è un progetto europeo, facente parte del programma Horizon 2020, che ha messo a disposizione 13 borse di studio Marie-Skłodowska-Curie per 13 dottorandi. L’idea del progetto è di offrire un training interdisciplinare tra l’immunologia delle cellule T e l’analisi di grandi dati per sfruttare il potere delle nuove piattaforme tecnologiche. Capire e manipolare le risposte delle cellule T è infatti importante per la messa a punto di nuove terapie per patologie immuno-mediate, ma per poter sfruttare al meglio le cellule T bisogna capire come sono attivate e come rispondono a seguito dell’incontro con l’antigene; le nuove tecnologie di sequenziamento, soprattutto, hanno facilitato lo studio dei processi biologici. L’idea di ENLIGHT-TEN è proprio quella di colmare il vuoto presente tra i laboratori di immunologia e i laboratori di bioinformatica: l’obiettivo è di formare studenti con competenze in entrambi i settori, preparati sull’immunologia delle cellule T ma anche capaci di generare e analizzare grandi data sets.

ENLIGHT TEN STUDENTS

ENLIGHT-TEN consiste in 10 “beneficiari” che accolgono i 13 studenti e 6 partner industriali distribuiti in 8 paesi europei. Data l’importanza dell’analisi informatica nel progetto, uno dei punti forti è la partecipazione dell’European Bionformatics Institute (EBI) che fa parte dell’European Molecular Biology Laboratory (EMBL), un’organizzazione intergovernativa leader mondiale nella generazione, analisi e storage di grandi dati.
ENLIGHT-TEN però non è solo questo.

I moduli-chiave del progetto sono 8:

  1. University-based education. Ogni studente sarà iscritto nel programma di dottorato in uno dei differenti Atenei facenti parte del progetto. Seguirà cosi corsi, seminari, congressi necessari previsti dai singoli atenei. Importanza è data anche alla presenza di corsi per migliorare la capacità comunicativa, la produzione scritta e gli aspetti etici della ricerca.
  2. Research project-based education. Ogni studente avrà un proprio progetto di ricerca nel campo della biologia delle cellule T e della bioinformatica.
  3. Personal career development plan. ENLIGHT-TEN pone l’accento sull’importanza della carriera a lungo termine per ogni singolo studente creando piani di sviluppo individuali attraverso corsi specializzati e tutoraggio personalizzato.
  4. Annual network meeting. Saranno presenti 4 meeting (alla fine di ogni anno) in cui saranno presenti solo i membri ENLIGHT-TEN per discutere dei vari progetti di ricerca ma saranno anche affrontate differenti tematiche con workshops interattivi. Il primo è stato in Germania, nel 2017 sarà a Vienna, nel 2018 Lisbona e nel 2019 a Parigi.
  5. Annual summer school. Saranno organizzate 4 summer schools di 5 giorni, con focus sull’immunologia e su tools bioinformatici per analizzare dati –omics nell’ambito immunologico. La prima è stata in Finlandia, la seconda sarà a Cambridge, la terza a Berlino e la quarta a Cambridge.
  6. International symposium. L’ultimo anno gli studenti dovranno organizzare (selezione degli speakers, programma, selezione degli abstracts,..) un simposio di 3 giorni dal titolo “Understanding the beauty of T cell biology by novel –omics technologies”.
  7. Web-based teaching resources. Saranno offerti agli studenti corsi online su differenti tematiche
  8. Parte importante del progetto è la mobilità degli studenti tra i membri del progetto per consolidare le interazioni tra le istituzioni ed imparare tecniche nuove sia immunologiche che bioinformatiche. Ogni studente dovrà infatti trascorrere un periodo del dottorato (da uno a sei mesi) in almeno altri due partner ENLIGHT-TEN. Almeno uno di questi deve essere un’industria per esporre ogni studente ad un ambiente diverso da quello dell’accademia.
ENLIGHT TEN

Complimenti, è un progetto impegnativo e molto interessante! Come sei stata selezionata?

Mi sono iscritta io al bando per questo progetto, un po’ per caso in realtà. Avevo infatti contattato uno dei professori facenti parte di ENLIGHT-TEN perché interessata ad ottenere una posizione di Dottorato nel suo laboratorio. Lui mi ha risposto che avrebbe ricevuto dei finanziamenti per una posizione tramite questo progetto e, se interessata, di informarmi io stessa. Essendo rimasta affascinata da quello che ENLIGHT-TEN offre, ho deciso subito di fare domanda. Nel modulo bisognava indicare 3 scelte, in ordine di preferenza, di laboratori facenti parte del consorzio. Quando ho saputo che tutti e 3 mi avevano selezionata per un colloquio ero emozionatissima! Essere richiamata da ben 3 laboratori diversi è stata una grandissima soddisfazione, perché all’improvviso tutto l’impegno e gli sforzi fatti duranti il percorso di studi si sono dimostarti utili. Durante le interviste ho potuto conoscere meglio i supervisors e i progetti: questo mi ha spinto ha cambiare il mio ordine di preferenze, ed è cosi che sono finita a Parigi.

ENLIGHT TEN STUDENTS

Raccontaci qualche aneddoto riguardo i tuoi studi all’estero

Ad esempio, quando mi hanno detto che sarei dovuta venire a Parigi, ho realizzato che non avevo mai studiato francese in vita mia! Di certo è un’opportunità per imparare una nuova lingua ma è vero che molte volte è dura comunicare ed integrarsi; devo ammettere comunque il mio francese è già molto migliorato. Non parlerò invece di come un italiano qui possa sentirsi turbato dal mangiare quella che loro chiamano “carbonara”!

In che misura la preparazione acquisita al San Raffaele ha contribuito a prepararti al tuo futuro all’estero?

Sicuramente il San Raffaele ha giocato un ruolo molto importante nel mio percorso di studi. Mi ha fornito una preparazione teorica eccellente di cui ho avuto conferma stando in laboratorio e confrontandomi con vari ricercatori, sia a Yale che qui a Parigi. Anche il training pratico è stato davvero approfondito: durante i primi tre anni di Università, infatti, si trascorrono diversi mesi in laboratorio didattico, dove si apprendono tutte le principali tecniche che ho poi applicato nei laboratori dove sono stata. All’estero la nostra Università è rinomata e riconosciuta come eccellenza a livello internazionale, e sapere che ero una studentessa UniSR aiutava a dare un’impressione positiva di me. Ringrazio il Servizio Orientamento dell’Ateneo, che si è reso disponibile a sottoscrivere convenzioni con gli uffici legali di Yale per permettere l’internato.
Inoltre, un altro punto forte è la preparazione trasversale che offre. Spesso, soprattutto in America, ho trovato colleghi con una formazione eccellente ma molto settoriale, specialistica, e “si perdevano” non appena la ricerca si discostava po’ dall’immunologia pura. Ho quindi ringraziato di avere una formazione ad ampio spettro di cui, mentre studiavo per gli esami, ignoravo l’importanza. Il San Raffaele ha certamente un valore aggiunto rispetto ad altri Atenei perché può contare sulla collaborazione tra Ospedale, ricerca ed Accademia: trovare una sinergia tra queste tre componenti è raro, e contribuisce a formare persone preparate sotto molteplici punti di vista.

ENLIGHT TEN STUDENTS

Che consiglio daresti a uno studente indeciso se andare a studiare all’estero o meno?

Io credo che prima o poi un’esperienza all’estero vada fatta. Questo non significa che poi si debba per forza rimanere fuori, anzi, spesso serve per capire che la ricerca “in casa” funziona bene e che preferisci rimanere in Italia. In ogni caso comunque penso che studiare all’estero, per un ricercatore, aiuti da un punto di vista scientifico, perché permette di vedere come viene svolta la ricerca nel resto del mondo, confrontarsi con altri scienziati e acquisire nuove competenze e tecniche, ma è utile anche a livello umano, perché viaggiare, conoscere nuove persone, culture ed abitudini è di sicuro un grande arricchimento.

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