Mensa, kebab o pranzo da casa? Ecco le abitudini alimentari degli studenti UniSR

Milano, 25 ottobre 2016 – Il Comitato Scientifico del Comune di Milano delle Università per Expo 2015 ha promosso l’indagine Le abitudini alimentari degli studenti delle Università di Milano. Realizzata dal gruppo di lavoro della Bicocca tra Dicembre 2015 e Giugno 2016, l’indagine ha coinvolto 5 Università milanesi, tra le quali l’Università Vita-Salute San Raffaele.

L’indagine, finalizzata a conoscere le abitudini di consumo dei pasti in Università, fornisce informazioni relative sia a provenienza, tempi, luoghi e composizione dei pasti sia a problemi e aspettative associati al loro consumo.

Curiosi di sapere come hanno risposto gli studenti UniSR? Ecco a voi!

(Per ulteriori informazioni sul progetto e per scaricare il report completo, clicca qui)

Abitudini alimentari UniSR - raccontaci chi sei

Nella prima slide del report vediamo come gli studenti del nostro Ateneo, in rapporto agli altri, siano stati quelli con il tasso di risposta più elevato (14%).

Ma dove mangiano gli studenti UniSR? In fortissima controtendenza rispetto agli altri Atenei, ben il 74% degli studenti del San Raffaele va in mensa, mentre solo il 30% si porta la “schiscetta” da casa.

Abitudini alimentari UniSR - da dove viene il tuo cibocibo
Abitudini alimentari UniSR - quali pasti fai in Università-pasti-fai-in-uni

Il 100% degli intervistati UniSR consuma il pranzo in Università; le percentuali relative alla colazione, allo spuntino di metà mattina e del pomeriggio, e dell’apericena, sono più o meno in linea con le risposte degli studenti di altri Atenei.

È interessante notare come la stragrande maggioranza degli studenti (82%) consumi il momento del pasto in compagnia, soprattutto nei ragazzi fino ai 24 anni. Gli studenti UniSR, tra i rispondenti, sono quelli che più raramente mangiano da soli (8% contro una media di 17,6%). Francesca Zajczyk e Mario Boffi, due tra gli autori dello studio, commentano a tal proposito che “L’indagine ha sollevato la questione del valore dell’alimentazione come importante momento di socialità e parte integrante della quotidianità tra studio e formazione dello studente universitario”.

Abitudini alimentari UniSR - Con chi mangi in Uniisr-con-chi-mangi
Abitudini alimentari UniSR - numero pasti pro die

Tutti gli studenti UniSR intervistati consumano almeno un pasto in Università; la maggior parte di loro (52%) consuma 1-2 pasti al giorno in Università.

Guardando ai vari Atenei, il 66,5% degli studenti considera sufficiente il tempo dedicato ai pasti in Università. Tra quelli che lo considerano insufficiente (cioè circa 3 studenti su 10), la maggior parte sono ragazze fino ai 24 anni, principalmente di aree disciplinari economiche ed umanistiche. Per questo parametro non si dice soddisfatto il 21,2% degli studenti UniSR.

Abitudini alimentari UniSR - tempo dedicato ai pastiabitudini-alimentari-unisr-tempo-dedicato-ai-pasti
Abitudini alimentari UniSR - in quali luoghi pranzi

Alla domanda “In quali luoghi pranzi negli edifici dell’Università?”, gli studenti UniSR si differenziano per due dati: l’alta percentuale di risposta “tavoli della mensa/bar in Università” (87% contro una media del 49%) e la bassissima percentuale di risposta “tavoli-studio lungo i corridoi” (6% contro una media del 30,75%).

Tra le problematiche riscontrate, le risposte sono più o meno uniformemente distribuite tra “mancanza di forno a microonde”, “mancanza di posti a sedere” e “mancanza di tempo tra le lezioni”, con una lieve preoccupazione in più relativa alla mancanza del microonde (problema comunque condiviso coi colleghi degli altri Atenei intervistati).

Abitudini alimentari UniSR - problematiche riscontrate
Abitudini alimentari UniSR - Post EXPO

Nel post EXPO2015, i nostri studenti si dimostrano più attenti di altri al cambiamento delle abitudini alimentari, alle etichette e alle scadenze, sono quelli che più di altri hanno deciso di consumare più frutta e verdura e di consumare più cibi biologici e a km 0.

I Dottori Zajczyk e Boffi commentano così i risultati ottenuti: «Questo tipo di indagine è importante perché tocca un argomento divenuto di recente rilevante in un dibattito che si è aperto a livello politico e amministrativo, sia a livello regionale che locale, sull’uso delle mense pubbliche e sulla libertà di scelta di accedere al servizio o di sostituirlo con risorse personali e autonome».

«I risultati di questa ricerca – aggiunge Claudia Sorlini, Professore ordinario di Microbiologia agraria presso l’Università degli Studi di Milano – forniscono indicazioni funzionali allo sviluppo di una politica della buona e corretta alimentazione e costituiscono un supporto utile al Comune di Milano che ha messo in atto la Urban Food Policy, ai gestori delle mense universitarie che in questo modo hanno l’opportunità di apportare adeguati aggiustamenti alle loro pratiche e agli studenti stessi che si rendono così più consapevoli delle loro scelte».

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