PRIMAVERA, STAGIONE DI ALLERGIE

Starnuti, prurito agli occhi, difficoltà a respirare: per quasi il 20% della popolazione, con Marzo e la primavera arriva anche la fastidiosissima allergia.

Ma che cos’è l’allergia?

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In generale, viene definita “allergia” l’induzione di una risposta immunitaria anomala in seguito al contatto con una sostanza esterna (allergene). Tale reazione consiste in una risposta difensiva esagerata e dannosa nei confronti di sostanze che per la maggior parte dei soggetti sani sono invece completamente innocui. L’allergia è anche detta “ipersensibilità immediata” perché si manifesta rapidamente, entro pochi minuti dal legame con l’allergene (immediata), e può portare a importanti conseguenze patologiche (ipersensibilità). La più comune patologia allergica è la rinite allergica, detta anche febbre da fieno.

Le basi biologiche dell’allergia

Tutte le reazioni di ipersensibilità immediata hanno caratteristiche simili, anche se presentano profonde differenze in quanto a tipi di allergeni che le generano e le loro manifestazioni cliniche.

Prima di vedere i 5 step della reazione allergica, presentiamo i “personaggi” principali:

  • Allergene: molecola o sostanza esterna che evoca una reazione allergica
  • Linfocita B: un tipo di cellula del sistema immunitario. Quando incontra l’allergene, si trasforma in plasmacellula
  • Plasmacellula: linfocita B “trasformato” che produce anticorpi (quando parliamo di allergie, viene prodotta una classe particolare di anticorpi, detta “IgE”)
  • Anticorpi IgE: molecole a forma di Y prodotte dalle plasmacellule che vanno a legarsi ai recettori presenti sui mastociti
  • Mastocita: principale cellula responsabile delle reazioni allergiche. Risiede nei tessuti vicino ai vasi sanguigni, esprime un recettore ad alta affinità per gli anticorpi IgE e contiene numerosi granuli ricchi di sostanze chimiche
  • Istamina e altre sostanze chimiche: molecole rilasciate dai mastociti durante la reazione allergica
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I 5 step della reazione allergica:

  1. Un individuo viene in contatto per la prima volta con un allergene (polline, polvere, pelo degli animali…). L’allergene viene riconosciuto dai linfociti B.
  2. I linfociti B si trasformano in plasmacellule, le “versioni” capaci di produrre gli anticorpi. Dato il contatto con un allergene, le plasmacellule producono un tipo specifico di anticorpo, detto IgE (“Ig” sta per “immunoglobulina”, un sinonimo di “anticorpo”).
  3. Gli anticorpi IgE si legano a dei recettori espressi sulla membrana dei mastociti.
  4. I mastociti “rivestiti” di IgE sono pronti ad essere attivati in caso di un successivo incontro con lo stesso allergene. L’esposizione ripetuta all’allergene è necessaria per lo sviluppo della reazione allergica. L’esempio più eclatante dell’importanza dell’esposizione ripetuta in allergologia è fornito dai casi di puntura d’insetto: le tossine contenute nel veleno degli insetti non sono solitamente pericolose in occasione del primo contatto, dato che il soggetto allergico non ha mai incontrato quell’allergene prima e non ha mai prodotto anticorpi specifici IgE. Tuttavia, questa prima esposizione potrebbe essere sufficiente per determinare la produzione di IgE specifiche, così che a una seconda puntura da parte di un insetto della stessa specie potrebbe verificarsi una reazione allergica più grave.
  5. Il secondo incontro con l’allergene attiva i mastociti, che rilasciano le molecole contenute nei loro granuli (come ad esempio l’istamina) e producono altre sostante (mediatori lipidici, citochine…) responsabili della reazione allergica.

Quali sono gli effetti della reazione allergica?

 

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Quando i mastociti liberano tutte quelle sostanze, si possono verificare diversi effetti biologici:

  • Edema della mucosa: rigonfiamento (edema) della mucosa, lo strato di tessuto che riveste le cavità del corpo, soprattutto delle vie aeree superiori. Questa manifestazione si accompagna spesso all’ipersecrezione di muco.
  • Bronco-costrizione: sostanze come l’istamina e mediatori lipidici causano la contrazione dei muscoli lisci che avvolgono i bronchi; in questo modo le vie aeree riducono il loro diametro e impediscono il normale passaggio dell’aria, con conseguente difficoltà di respirazione e la sensazione di “fame d’aria”.
  • Aumento della permeabilità vascolare e vasodilatazione: i vasi sanguigni, come capillari e venule, diventano più permeabili, lasciando fuoriuscire i globuli bianchi che vanno ad “attaccare” l’allergene riconosciuto come estraneo. Plasma e proteine plasmatiche approfittano della maggiore permeabilità per lasciare il sangue ed accumularsi fuori dai vasi sanguigni, causando gonfiore. Durante l’allergia si verifica anche la vasodilatazione, cioè aumento del calibro dei vasi sanguigni.
  • Danno tissutale e infiammazione: i granuli dei mastociti contengono soprattutto enzimi, che potrebbero causare un danno ai tessuti durante la reazione allergica.

Come i soggetti allergici purtroppo ben sanno, altri effetti della rinite allergica sono la congiuntivite allergica, il prurito agli occhi e i continui starnuti, dati dall’irritazione delle vie aeree da parte degli allergeni.

Come funzionano gli antistaminici?

Gli antistaminici sono i più comuni farmaci usati per alleviare i sintomi della rinite allergica.

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L’istamina prodotta e rilasciata dai mastociti si lega a dei recettori localizzati sulla superficie delle cellule di molti distretti del corpo (cute, apparato gastrointestinale, vie respiratorie…). Quando l’istamina si lega al recettore (ad esempio quello espresso sulle cellule della cute) genera gli effetti della reazione allergica, tra i quali prurito, rossore, gonfiore. Gli antistaminici si legano agli stessi recettori dell’istamina e li bloccano, in modo che l’istamina non sia più in grado di legarvisi. In questo modo l’azione dell’istamina è contrastata e la reazione allergica ridotta.

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