FLG, IL GRAFENE CHE UCCIDE LE CELLULE DI UNA PARTICOLARE LEUCEMIA

Uccidere le cellule cancerose di un particolare tipo di leucemia con il grafene, un materiale costituito da carbonio. È il risultato di uno studio condotto dall’Università di Sassari e pubblicato su “Angewandte Chemie”, la più importante rivista di chimica nel panorama scientifico internazionale. Senior author della pubblicazione è la Dott.ssa Lucia Delogu, biochimica e ricercatrice del dipartimento di Chimica e Farmacia, che ha coordinato una squadra interdisciplinare e internazionale.

La Dott.ssa Lucia Delogu. Immagine: Università di Sassari
La Dott.ssa Lucia Delogu. Immagine: Università di Sassari

Spiega la Dott.ssa Delogu: “Abbiamo scoperto che un particolare tipo di grafene, un nanomateriale dalle straordinarie caratteristiche fisiche e chimiche, è in grado di eliminare in modo selettivo i monociti, le cellule del sangue. Questa proprietà biologica ci ha spinto a credere che questo materiale fosse in grado di uccidere selettivamente le cellule tumorali di pazienti con leucemia mielomonocitica”, un tipo molto aggressivo di tumore caratterizzato da un notevole aumento del numero dei monociti nel sangue periferico.

Il gruppo internazionale ha studiato questo grafene speciale, chiamato few-layer graphene (FLG) testandone gli effetti sulle cellule monocitiche cancerose estratte dal sangue periferico di alcuni pazienti affetti da leucemia; la scoperta è stata che “quello da noi individuato è estremamente specifico solo per le cellule tumorali e non tossico per le cellule sane presenti nel sangue e nell’organismo in generale”.

Due membri della famiglia del grafene. A sinistra: un nanofoglio di grafene; a destra: il few-layer graphene, formato dalla sovrapposizione di pochi strati di fogli di grafene. Modificata da: https://openi.nlm.nih.gov/detailedresult.php?img=PMC3517804_11051_2012_1320_Fig1_HTML&req=4
Due membri della famiglia del grafene. A sinistra: un nanofoglio di grafene; a destra: il few-layer graphene, formato dalla sovrapposizione di pochi strati di fogli di grafene. Modificata da: https://openi.nlm.nih.gov/detailedresult.php?img=PMC3517804_11051_2012_1320_Fig1_HTML&req=4

Nell’ambito della cura dei tumori, il trattamento più comune è generalmente la chemioterapia, nonostante i numerosi effetti collaterali che questa presenta. Un confronto tra il FLG e l’etoposide, un farmaco usato nelle terapie chemioterapiche, ha confermato la maggior specificità e tossicità del grafene contro le cellule tumorali, senza intaccare quelle sane.

Co-autore dello studio è anche il Dott. Claudio Fozza, oncoematologo e ricercatore del Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell’Università di Sassari. “Abbiamo compiuto un passo importante nel campo della ricerca contro le leucemie e che potrebbe aprire interessanti scenari per la messa a punto di nuove terapie”. E aggiunge: “Pur essendo altamente promettenti, i risultati finora ottenuti in laboratorio dovranno essere confermati in vivo”.

Il Dott. Claudio Fozza. Immagine: Università di Sassari
Il Dott. Claudio Fozza. Immagine: Università di Sassari

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