STEFANO, NEUROSCIENZIATO UNISR, VICEPRESIDENTE DELLA SEZIONE STORICA DELL’ACCADEMIA DI NEUROLOGIA USA

Essere l’unico italiano e, a 29 anni, anche il più giovane tra presidenti e vicepresidenti dell’Accademia Americana di Neurologia non è da tutti. Stefano Sandrone, ex studente dell’Università Vita-Salute San Raffaele, un curriculum stellare e tanti sogni nel cassetto, nella sua pur giovane carriera ha già collezionato importanti riconoscimenti, incontrato premi Nobel, scritto un libro di grande successo. Eppure, dice, “anche se mi occupo di cervello, è soprattutto con il cuore che si realizzano i sogni più grandi”. In questa bella intervista impariamo a conoscere meglio il nostro enfant prodige delle Neuroscienze, augurandogli tanti in bocca al lupo per il suo futuro.

Stefano, raccontaci un po’ di te

Sono nato a Canelli, in provincia di Asti, il primo Febbraio del 1988. Dopo la laurea con lode e menzione accademica all’Università Vita-Salute San Raffaele ho trascorso un breve periodo all’ETH e all’Università di Zurigo, poi mi sono trasferito a Londra, dove ho da poco finito il dottorato in neuroscienze al King’s College. Nel 2014 ho avuto l’onore di essere selezionato come giovane scienziato per il Lindau Nobel Laureate Meeting in Fisiologia e Medicina (evento a cui hanno presenziato 37 Premi Nobel) e di essere incluso dalla rivista Wired nella lista dei più promettenti italiani under 35. Nel 2015 sono stato invitato a  scrivere l’unico commentary online al capitolo di Neuroanatomia della quarantunesima edizione del Gray’s Anatomy, diventando quindi uno dei più giovani contributors di sempre. Nel 2016 sono stato selezionato come membro della delegazione ‘Young European Leadership’ al Parlamento Europeo di Strasburgo per l’European Youth Event. Ora sto scrivendo alcuni progetti di ricerca da realizzare in futuro, soprattutto nell’ambito della storia della neurologia e delle neuroscienze.

Quando e come è nata la tua passione per le neuroscienze?

La passione per le neuroscienze è nata nell’estate del 2006. Ero ad un corso di orientamento organizzato dalla Normale di Pisa a Rovereto e ho assistito, per la prima volta nella mia vita, ad una conferenza sulle neuroscienze. È stato amore a prima vista.

Il Dott. Sandrone di fronte al braciere olimpico di Vancouver, riacceso appositamente in occasione dell'American Academy of Neurology 2016
Il Dott. Sandrone di fronte al braciere olimpico di Vancouver, riacceso appositamente in occasione dell'American Academy of Neurology 2016

Perché hai scelto proprio di frequentare l’Università Vita-Salute San Raffaele?

Tra la fine del liceo scientifico e l’inizio delle vacanze estive ho comprato un libro nel quale erano elencati tutti i corsi di laurea presenti sul territorio nazionale. L’offerta didattica del San Raffaele mi intrigava molto e mi è sembrata fin da subito una scelta ‘naturale’.

Sei stato recentemente nominato vicepresidente della sezione storica dell’Accademia Americana di Neurologia. Come hai reagito davanti a questo risultato?

Con molta felicità e con grande soddisfazione!

Che cos’è esattamente l’Accademia Americana di Neurologia e nello specifico quale sarà il tuo ruolo?

L’Accademia Americana di Neurologia rappresenta oltre 32mila neurologi e neuroscienziati in tutto il mondo. È un punto di riferimento importante per molti aspetti riguardanti il cervello, dalla ricerca alle pratiche cliniche. Le attività che organizza nell’arco dei dodici mesi sono innumerevoli. Inoltre, una volta all’anno l’Accademia organizza una conferenza in una città americana, dove vengono presentate nuove ricerche e discusse, di persona, fondamentali tematiche neurologiche. Lo scorso anno si è tenuta a Vancouver (dove ho anche ritirato un premio, il Richard Tyler Award), quest’anno a Boston e il prossimo anno a Los Angeles. A queste conferenze partecipano mediamente più di diecimila professionisti. Io sono stato eletto vicepresidente della sezione di Storia della Neurologia e resterò in carica per due anni. I compiti saranno molti e li conoscerò strada facendo. Ho già iniziato a progettare un corso che si terrà a Los Angeles nell’Aprile del 2018.

Detieni un doppio record: sei il più giovane e l’unico italiano tra presidenti e vicepresidenti. Come ti fa sentire questo primato?

Sono felicissimo: è un piacere e un onore! Essere stato eletto vicepresidente della sezione storica è sicuramente un attestato di stima importante da parte di persone che hanno all’attivo anni di partecipazione alla vita dell’Accademia.

stefano-sandrone

Tra le altre cose, sei anche co-autore di Brain Renaissance, scritto con Marco Catani e vincitore del Premio Biennale per il miglior libro di Storia delle Neuroscienze. Di cosa parla il libro?

Brain Renaissance, pubblicato dalla Oxford University Press nel 2015, è  incentrato sulla figura di Andrea Vesalio, il più grande neuroanatomista della storia, e sugli ultimi 500 anni di scoperte in ambito neuroscientifico. Il libro ha ricevuto recensioni positive, tra cui una recensione di un’intera pagina su Nature, e ha vinto il Premio Biennale per il miglior libro di storia delle neuroscienze conferito dalla Società Internazionale per la Storia delle Neuroscienze.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ho tantissimi sogni e mi auguro di realizzarli tutti!

In che modo studiare nel nostro Ateneo ha creato le condizioni perché tu potessi esprimere pienamente le tue potenzialità? Che consiglio daresti a uno studente indeciso se iscriversi o meno presso il nostro Ateneo?

Sono stato fortunato ad incontrare alcuni professori di caratura mondiale che, fin dall’inizio, mi hanno fatto conoscere ricerche scientifiche di altissima qualità. Qualche giorno fa ho partecipato al Gala del Ventennale di UniSR come alumnus dell’Università ed è stata una grandissima emozione! Come ho sottolineato in un breve video che è stato proiettato in quell’occasione, sono tante le scoperte che si fanno al San Raffaele. Una delle prime scoperte che ho fatto è stato incontrare un gruppo di persone che, con il tempo, è diventato un meraviglioso gruppo di amici con i quali ho condiviso, e continuo a condividere, moltissime cose. Sono passati poco meno di dieci anni da quando sono entrato per la prima volta al San Raffaele e mi sono rivisto nei ragazzi che affollavano il Ciborio. Mi sono ritornati in mente tantissimi ricordi e tantissime emozioni. Ad uno studente indeciso direi di seguire le proprie passioni e di essere pronto ad inseguire i propri sogni. Perché, anche se mi occupo di cervello, è soprattutto con il cuore che si realizzano i sogni più grandi.

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