Quando la scienza si fa bizzarra: premiati gli IgNobel 2017

A fine anno, oltre ai celebri Premi Nobel (di quello per la Medicina 2017 ne parliamo qui), si tiene una cerimonia più irriverente che premia ricerche curiose, bizzarre e strampalate: sono gli IgNobel Awards, assegnati lo scorso 14 settembre all’Harvard’s Sanders Theatre.

I vincitori di quest’anno si sono visti consegnare il riconoscimento direttamente dalle mani di tre premi Nobel: Roy Glauber (fisica, 2005), Eric Maskin (economia, 2007) e Oliver Hart (economia, 2016). Di seguito riportiamo qualcuna delle strampalate ricerche che si sono meritate il temuto premio.

“MA SONO IO O IL MIO GEMELLO?”

Il premio IgNobel per la cognizione è stato assegnato a un team composto da italiani, spagnoli e inglesi “per aver dimostrato che molti gemelli identici non sono in grado di distinguersi visivamente gli uni dagli altri”. Lo studio, pubblicato su PlosOne, è stato condotto da Matteo Martini, Ilaria Bufalari, Maria Antonietta Stazi e Salvatore Maria Aglioti.

Photo credit: Pixabay
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Photo credit: Flickr
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GATTI LIQUIDI

Di gatti che si infilano in scatoloni, vasi, contenitori di ogni forma e grandezza è pieno Internet. Ma la capacità di assumere la forma del recipiente nel quale sono contenute non è tipica delle sostanze liquide? Se l’è domandato Marc-Antoine Fardin, insignito dell’IgNobel per la fisica per aver utilizzato la fluidodinamica per rispondere alla domanda: “Può un gatto essere contemporaneamente allo stato solido e liquido?”. Il suo articolo, pubblicato su “Bulletin”, si intitola “On the Rheology of Cats”.

LO STRUMENTO ABORIGENO PER LA PACE TRA CONIUGI

Si chiama didgeridoo ed è un tradizionale strumento a fiato degli aborigeni australiani. L’IgNobel per la pace (tra coniugi!) è stato vinto da un gruppo guidato da Milo Puhan per aver dimostrato che suonare regolarmente questo strumento musicale induce degli effetti benefici sulla sindrome da apnea ostruttiva nel sonno (evitando quindi di russare). Lo studio è stato pubblicato sul prestigioso British Medical Journal.

Photo credit: ShutterStock
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Il GGG, Grande Gigante Gentile, protagonista dell’omonimo libro di Roald Dahl. Illustrazione di Quentin Blake.
Il GGG, Grande Gigante Gentile, protagonista dell’omonimo libro di Roald Dahl. Illustrazione di Quentin Blake.

“NONNO, PERCHÉ HAI LE ORECCHIE GRANDI?”

“Perché alle persone anziane crescono le orecchie?”. È stata la domanda di James A. Heathcote, che ha dovuto attendere ben 22 anni per vedere premiato il suo articolo apparso sul British Medical Journal nel 1995. Curiosi di avere una risposta? Heathcote afferma che “il motivo per cui le orecchie dovrebbero crescere mentre il resto del corpo smette di farlo non trova risposta in questa ricerca”. Ecco il perché del suo IgNobel per l’anatomia.

IL FORMAGGIO PROPRIO NO

Il “gemello” del Nobel per la Medicina è l’IgNobel per la Medicina, assegnato quest’anno al gruppo di Jean-Pierre Royet “per aver utilizzato tecniche avanzate di scansione cerebrale per misurare il livello di disgusto delle persone verso il formaggio”.  Lo studio, pubblicato sul prestigioso Frontiers in Human Neuroscience, sembra aver individuato un’area cerebrale che si attiverebbe nei soggetti a cui non piace il formaggio.

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LA CENA DEL VAMPIRO

L’IgNobel per la nutrizione va allo studio che ha stabilito “la prima relazione scientifica sul sangue umano nella dieta del vampiro peloso”. I ricercatori hanno infatti osservato che i pipistrelli della specie Diphylla ecaudata, in mancanza delle prede abituali (polli e uccelli selvatici), hanno iniziato a nutrirsi di sangue umano. Una ricerca bizzarra che potrebbe risultare più seria di quanto sembri, dato che questa specie di pipistrelli potrebbe essere associata alla diffusione della rabbia.

SENZA ROVESCIARE IL CAFFÈ

L’ultima di questa lista è una ricerca della Corea del Sud. Han e il suo team hanno vinto l’IgNobel per la fluidodinamica per aver studiato quale fosse il modo migliore per trasportare una tazza di caffè senza rovesciarla. Il ricercatore, ancora uno studente liceale ai tempi della stesura dell’articolo, ha condotto complessi calcoli matematici e ha infine concluso che le condizioni per evitare di rovesciare il caffè sono principalmente due: tenere saldamente la tazza con tutte e cinque le dita e… camminare all’indietro!

Photo credit: ShutterStock
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Per gli altri premiati di quest’anno e dare un’occhiata ai vincitori delle scorse edizioni clicca qui.

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