SALUTE ALLO SPECCHIO: I PRIMI RISULTATI PUBBLICATI SULLA RIVISTA FRONTIERS

Siamo orgogliosi di presentare i primi risultati della ricerca iniziata nel 2013 sul nostro progetto ‘Salute allo Specchio”. Così si legge sulla pagina Facebook dell’innovativo progetto, promosso dall’Ospedale San Raffaele in collaborazione con l’Università Vita-Salute San Raffaele, ideato dalle Dott.sse Valentina Di Mattei, psicologa e ricercatore universitario presso la Facoltà di Psicologia, e Giorgia Mangili, responsabile dell’oncologia ginecologica.

Salute allo Specchio” nasce dalla convinzione che eccellenza medica e qualità della cura debbano portare al pieno recupero del benessere fisico e psicologico della persona. È un percorso per ritrovare il sorriso e la fiducia in sé dedicato alle donne in cura per patologie oncologiche, offrire un supporto concreto nella gestione degli effetti collaterali delle terapie, per ridare qualità alla vita, ritrovare vitalità, femminilità e il desiderio di stare con gli altri. I risultati, pubblicati per la prima volta sulla rivista scientifica internazionale Frontiers, mostrano che l’intervento è efficace nel favorire una migliore qualità di vita e nel promuovere il benessere psicologico delle pazienti in cura presso il nostro Istituto.

Le Dott.sse Valentina Di Mattei (a sinistra) e Giorgia Mangili (a destra), creatrici e promotrici di "Salute allo Specchio". Photo credit: Guido Taroni
Le Dott.sse Valentina Di Mattei (a sinistra) e Giorgia Mangili (a destra), creatrici e promotrici di "Salute allo Specchio". Photo credit: Guido Taroni

In quest’intervista ci raccontano dell’importante traguardo raggiunto la Dott.ssa Valentina Di Mattei e la Dott.ssa Chiara Brombin, ricercatrice di Statistica presso la Facoltà di Psicologia e membro dello staff del CUSSB (Centro Universitario di Statistica per le Scienze Biomediche).

UNO STUDIO INTERDISCIPLINARE

Racconta la Dott.ssa Di Mattei: “Fin da subito abbiamo pensato di valorizzare l’iniziativa di Salute allo Specchio associandola ad un progetto di ricerca scientifica; si tratta di un progetto poco tradizionale per un Ospedale, dunque abbiamo voluto dargli sin dall’inizio uno spessore e una sostanza anche da un punto di vista scientifico. Le variabili da noi valutate, dopo un’attenta analisi della letteratura, sono state:

  • ansia e depressione (solitamente molto presenti nei pazienti affetti da patologie oncologiche);
  • immagine corporea (essendo un progetto dedicato agli effetti collaterali estetici delle terapie antitumorali abbiamo voluto valutare l’immagine del sé);
  • autostima;
  • qualità della vita (una delle dimensioni che sempre si analizzano in psicologia della salute, specie per quanto riguarda i pazienti ospedalizzati)”.

Gli outcome di interesse sono stati misurati su un campione di 88 pazienti oncologiche, tutte reclutate presso l’Ospedale San Raffaele, in tre tempi differenti: durante il colloquio preliminare con lo psicologo, al termine del terzo incontro conclusivo del ciclo e a distanza di tre mesi dalla partecipazione al progetto.

L’obiettivo dello studio è stato valutare se e come questi outcome si modificassero nel tempo e se ci fosse anche una modulazione operata da caratteristiche socio-demografiche (ad esempio età, stato civile, professione, presenza di figli) e cliniche (quali eventuali recidive, tipo di diagnosi, trattamenti psicologici ricevuti) delle pazienti.

I risultati ottenuti sono estremamente incoraggianti: “Partecipare al nostro programma ha determinato un netto miglioramento delle variabili psicologiche misurate. Non solo abbiamo rilevato una significativa riduzione della sintomatologia ansiosa e depressiva e dei problemi associati all’immagine corporea, ma anche un incremento dei livelli di autostima; ciò suggerisce che la partecipazione a questo progetto potrebbe facilitare un migliore adattamento alla malattia e al trattamento oncologico. Pur nelle più rosee prospettive, non ci saremmo aspettati dei risultati così belli, e questo è stato possibile anche grazie alla multi- e interdisciplinarietà tipiche del nostro Ateneo.

UN PROGETTO CHE POTEVA NASCERE SOLO AL SAN RAFFAELE

“Dico sempre che “Salute allo Specchio” non poteva che nascere qui: il nostro Ateneo insegna prima di tutto che il malato va curato a 360 gradi, e per farlo è necessario integrare le competenze di diverse discipline. A mio avviso – continua la Dott.ssa Di Mattei – questo è il grande punto di forza della nostra Università: studiare e lavorare in un ambiente stimolante e unico a livello internazionale, composto da tante voci, da ricercatori professionisti che mettono a disposizione le loro competenze in una prospettiva di grande collaborazione. Non ultimo, l’Università afferisce al Gruppo San Donato, una struttura ospedaliera d’eccellenza che contribuisce a creare un solido contesto clinico e di ricerca”.

Photo credits: Marco Casiraghi
Photo credits: Marco Casiraghi

IL CONTRIBUTO DELLA STATISTICA: L’IMPORTANZA DEL CUSSB

Per ‘Salute allo Specchio’ sono stati coinvolti medici, truccatori, esperti di immagine, psicologi… tutti professionisti di altissimo livello, per dare una qualità massima alle pazienti. “Allo stesso modo – e ancora di più – abbiamo cercato il supporto e la competenza di esperti in Statistica”. Interviene la Dott.ssa Brombin: “Sono molto contenta di aver contribuito, con la mia expertise statistica, ad un progetto così innovativo e moderno come ‘Salute allo Specchio’.

La Dott.ssa Chiara Brombin
La Dott.ssa Chiara Brombin

Questa collaborazione e l’ottimo risultato scientifico ottenuto mostrano quanto sia importante avviare studi interdisciplinari che consentano il dialogo tra psicologi ed esperti di metodi quantitativi statistici così da rafforzare la metodologia della ricerca degli studi di psicologia e contribuire a valutare gli outcome di interesse, a misurare l’efficacia di un intervento, a comprendere il fenomeno oggetto di studio, anche in presenza di relazioni complesse tra le variabili indagate. Questo progetto è stato il frutto di un vero lavoro di équipe tra due gruppi di eccellenza nel settore della psicologia e della statistica coinvolgendo gran parte dello staff del CUSSB (e in particolare la collega Dott.ssa Cugnata, assegnista di ricerca presso la Facoltà di Psicologia); è stato inoltre un ottimo strumento di integrazione tra didattica e ricerca, avendo visto una partecipazione attiva degli studenti laureandi della facoltà di Psicologia ed essendo stato oggetto di diverse tesi di Laurea e assegni di ricerca degli studenti e ricercatori UniSR”.

Da oltre dieci anni infatti il CUSSB rappresenta al San Raffaele un punto di incontro tra esperti di diverse discipline, dalla psicologia alle scienze biomediche cliniche, dalle neuroscienze alla genetica, diventando un riferimento sia per la formazione che per gli approfondimenti metodologici interdisciplinari da cui sono scaturite molte pubblicazioni di alto livello scientifico. Primo centro di biostatistica in Italia cresciuto a diretto contatto con una realtà ospedaliera, il CUSSB è punto d’appoggio anche per i giovani statistici che vogliono dedicarsi alla biostatistica, oltre che un centro internazionale con una viva attività di organizzazione di convegni e di scuole, essendo sede convenzionata della International Biometric Society (Italian-Region) presieduta dalla Prof.ssa Di Serio (Ordinario di Statistica Medica ed Epidemiologia presso UniSR e Direttore e Fondatore del CUSSB).

Photo credits: ShutterStock
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La stretta collaborazione tra psicologia e medicina è testimoniata dagli autori, afferenti alle due Facoltà UniSR: il Prof. Lucio Sarno e le Dott.sse Valentina Di Mattei, Letizia Carnelli, Paola Taranto, Chiara Brombin e Federica Cugnata per la Facoltà di Psicologia; il Prof. Massimo Candiani per la Facoltà di Medicina.

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