IL DOTTORATO – OVVERO, COME NON PREOCCUPARSI DI NON FAR PARTE DEL 5%

Il Dottorato – ovvero, come non preoccuparsi di NON far parte del 5%”: è questo il titolo della Lecture tenutasi lo scorso 29 Gennaio presso l’Università Vita-Salute San Raffaele. Relatore è stato il Dott. Svend Petersen-Mahrt, dall’IFOM di Milano.

Il lavoro del Dott. Petersen-Mahrt si focalizza sulla nozione che l’instabilità del DNA, normalmente associata all’insergenza di tumore, possa invece essere vantaggiosa per un organism, un approccio che ha consentito (e tuttora consente) di aumentare in maniera significativa la comprensione di importanti processi biologici, e di avere anche un impatto diretto sulla cura del paziente.

La comunicazione e l’insegnamento della conoscenza sono sempre stati degli aspetti peculiari della carriera scientifica del Dott. Petersen-Mahrt: nella ferma convinzione che la riconoscenza e la comprensione da parte degli studenti sia altrettanto gratificante della prossima scoperta scientifica, aiuta gli studenti, mostrando loro quanto sia esaltante la scienza, e insegnando loro quali sono gli aspetti importanti per affermarsi nell’ambito lavorativo.

Il Dott. Petersen-Mahrt è stato invitato dalla Dott.ssa Fabiola Valenza, una studentessa di Dottorato presso il Laboratorio di Neurobiologia Molecolare diretto dal Dott. Dario Bonanomi. Attualmente frequenta il terzo anno del PhD in Medicina Molecolare, dove si occupa di studiare I meccanismi molecolari che sottostanno allo sviluppo dei motoneuroni spinali, quelli che muoiono in patologie quali la SLA e la SMA (rispettivamente sclerosis laterale amiotrofica e atrofia muscolare spinale). Nello specifico, il suo scopo è quello di comprendere il ruolo di una nuova proteina, espressa in questa classe di motoneuroni.

La Dott.ssa Fabiola Valenza
La Dott.ssa Fabiola Valenza

Spiega la Dott.ssa Valenza: “Ho inontrato il Dott. Petersen-Mahrt al 4th PhD Students Meeting che si è tenuto nel Giungo 2017 all’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. In quellìoccasione aveva tenuto una conferenza sullo stesso argomento, che avevo trovato estremamente interessante. Con il suo modo di combinare una scienza di eccellente livello ad un talent eccezionale nell’insegnare e fare da mentore agli studenti, e poiché faccio parte del UniSR PhD Student-Invited Lecture Committee (Comitato di Conferenze invitati dagli studenti di Dottorato UniSR), ho pensato che potesse essere interessante invitarlo, per dare l’opportunità di ascoltarlo anche agli studenti di Dottorato del San Raffaele”.

CHI È IL 5% DI CUI PARLA?

Nella sua presentazione, il Dott. Petersen-Mahrt afferma che – secondo una recente statistica della Royal Society (UK) – solo il 5% degli student di Dottorato lavoreranno in ambito accademico, mentre il restante 95% non vi resterà dopo 10 anni. Una situazione, dichiara, di cui gli studenti non dovrebbero preoccuparsi: anzi, a tali studenti vengono offerte opportunità in molti ambiti, quali aziendale, legislativo, di giornalismo, investment banking, consulenza, politica. “Ognuno di noi è fatto di passione, dedizione, conoscenza, intuizione e apertura mentale: gli studenti devono semplicemente concentrarsi sulle loro caratteristiche e abilità, su quegli aspetti che amano di più della scienza, su cosa li guida, cosa li rende felici e li soddisfa nel loro lavoro. Se questo significa non rimanere nel mondo accademico, ci sono molti altri campi, sempre legati alla scienza, nei quali possono impiegare la loro creatività e abilità, e dove sono ambìti  e supportati”.

Il Dott. Svend Petersen-Mahrt
Il Dott. Svend Petersen-Mahrt

Quando chiediamo al Dott. Petersen-Mahrt che consiglio darebbe a uno studente indeciso sul suo futuro, risponde: “Credo non esista una regola d’oro universale, non darei alcun consiglio finché non conosco quella determinata persona e questa non mi racconta qualcosa di sé. Suggerisco con decisione di discuterne sempre con un supervisor, parlandogli faccia a faccia. Confrontatevi con gli amici e siate onesti con voi stessi”.

“Si è trattato di un intervento eccellente, che ha attirato l’attenzione sul rischio di una preparazione troppo specializzata dei Dottorati” conclude il Prof. Fabio Grohovaz, Ordinario di Fisiologia e Coordinatore del Corso di Dottorato Internazionale in Medicina Molecolare. “Gli studenti devono avere la possibilità di sviluppare le loro competenze trasversali, di ottenere una contaminazione con diversi ambienti, al fine di trovare la loro prospettiva futura di carriera”.

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