RE.ME.DIET: LA DIETA MEDITERRANEA CONTRO LE MALATTIE RENALI

Sono oltre 2 miliardi le persone nel mondo che soffrono di problemi di salute poiché obese o in sovrappeso e 382 milioni quelle affette da diabete, entrambi fattori di rischio per l’insorgenza di patologie a livello renale. Un corretto stile di vita alimentare consente di vivere meglio e più a lungo, ma l’alimentazione può aiutare a prevenire le malattie renali? In che modo?

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Agli inizi del 2017 l’Istituto di Ricerca Urologica (URI) dell’IRCCS Ospedale San Raffaele ha attivato il progetto Re.Me.DIET, che ha l’intento di dimostrare che la Dieta Mediterranea può interagire con i geni e prevenire – e persino far regredire – alcune malattie che colpiscono i reni. Ideatori e coordinatori del progetto sono il Dott. Francesco Trevisani, nefrologo e ricercatore, attualmente studente del Dottorato in Medicina Molecolare presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, e la Dott.ssa Arianna Bettiga, nutrizionista e ricercatrice, entrambi membri del team dell’Istituto di Ricerca Urologica.

OBESITÀ, DIABETE E DANNO RENALE

Recenti studi hanno rivelato come il sovrappeso sia colpevole di un evidente danno renale, presente già prima che venga diagnosticato. Un elevato indice di massa corporea (“body mass index”, BMI) aumenta nell’individuo il rischio cardiovascolare e di insufficienza renale; tali problemi non riguardano solo le persone diabetiche o sovrappeso, ma anche i pazienti che rimangono con un solo rene a seguito di un tumore renale. “Per evitare queste complicanze è necessario ridurre la propria massa corporea anche seguendo una corretta alimentazione; gli studi in letteratura hanno infatti dimostrato come il danno correlato all’obesità sia reversibile nel momento in cui il soggetto segue un preciso percorso terapeutico “nefro-protettore”” spiega il Dott. Trevisani.

IL PROGETTO “RE.ME.DIET”

Obiettivo del progetto Re.Me.DIET (Renal Mediterranean Diet) è quello di dimostrare scientificamente come la Dieta Mediterranea possa svolgere un ruolo terapeutico nella regressione di alcune patologie renali, tra cui quelle correlate all’obesità, mediante l’epigenetica, ovvero la modificazione dell’espressione del nostro DNA. Condotto nell’arco di 36 mesi ed in collaborazione con diversi centri di ricerca europei, il progetto si propone anche di mettere in rete scienziati e aziende del panorama agrifood, permettendo di condividere conoscenze e competenze comuni provenienti da due mondi che difficilmente riescono a dialogare. Condividere i risultati derivanti dallo studio Re.Me.DIET con il settore agrifood significa ricercare ed individuare alimenti sani e corretti capaci di diminuire il rischio d’insorgenza di patologie renali; la prospettiva futura è creare diete personalizzate per tutelare la salute renale dei pazienti affetti dalle più comuni patologie metaboliche, cardiovascolari e uro-nefrologiche.

La Dott.ssa Bettiga e il Dott. Trevisani alla cena inaugurale "Re.Me.DIET". Photo credit: Carolina Fanni
La Dott.ssa Bettiga e il Dott. Trevisani alla cena inaugurale "Re.Me.DIET". Photo credit: Carolina Fanni

L'IMPORTANZA DI UN’ALIMENTAZIONE SANA

Per “Dieta Mediterranea”, definizione coniata negli anni ’50 dal nutrizionista Ancel Keys e dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità nel 2010, si intende quel particolare regime alimentare che privilegia alimenti di origine vegetale (frutta, verdura, semi, olio di oliva) e cereali integrali, i quali assicurano sia un basso Indice Glicemico che un ruolo saziante.

Photo credit: ShutterStock
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Da anni si parla degli effetti positivi della Dieta Mediterranea sul nostro organismo; numerose ricerche hanno dimostrato come questa rappresenti un modello alimentare in grado di prevenire e diminuire il rischio delle cosiddette “Malattie del Benessere”: obesità, diabete, ipertensione, malattie renali croniche e tumori. Racconta la Dott.ssa Bettiga: “La comunità scientifica è da tempo consapevole dell’importanza della nutrizione come fattore in grado di prevenire o curare molteplici patologie. La Dieta Mediterranea è la dieta preventiva per eccellenza, i cui effetti benefici nel ridurre rischi cardiovascolari e metabolici sono ben noti; poco si sa invece a proposito della dieta a beneficio della salute del rene. Il progetto Re.Me.DIET si propone di studiare come la Dieta Mediterranea e le sue varie componenti sono in grado di interferire con la lettura del DNA presente nelle nostre cellule, in particolare delle cellule renali, in modo da ideare delle strategie dietetiche che siano in grado di preservare la funzionalità del rene durante il percorso di tutta la nostra vita”.

L’INFLUENZA GENETICA (ANZI, EPIGENETICA)

L’epigenetica (“epi” = sopra, “genetica” = i geni) è una branca della genetica che si occupa dello studio di tutte quelle modificazioni stabili ed ereditabili che determinano variazioni dell’espressione dei nostri geni, senza però alterare la sequenza del DNA; è il modo in cui il nostro corpo si adatta all’ambiente circostante, ed è strettamente correlata all’alimentazione. “Gli alimenti che introduciamo con la dieta possano influenzare il modo attraverso il quale le cellule leggono il nostro DNA” spiega il Dott. Trevisani.

Essendo ereditabili, queste modificazioni hanno effetti importanti non solo per la salute dell’individuo stesso, ma anche sui nostri figli e sulle generazioni future. “Fortunatamente sono reversibili: riprendendo a mangiare in modo sano possono essere eliminate dal DNA”. Conoscere il giusto abbinamento degli alimenti tipici della Dieta Mediterranea potrebbe indicare ai nostri ricercatori il percorso verso una nuova dimensione della medicina, la “Medicina Predittiva”, ovvero una medicina che basandosi sulle informazioni genetiche di un individuo può anticipare una stima dei rischi legati allo sviluppo di patologie renali.

Photo credit: ShutterStock
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Dallo studio Re.Me.DIET” conclude la Dott.ssa Bettiga “ci aspettiamo di capire quali componenti della Dieta Mediterranea influenzano l’espressione del nostro DNA spiegando così quali pattern epigenetici sono alla base della salute del rene”. Informazioni che i ricercatori potranno utilizzare per prescrivere diete personalizzate ai pazienti, in modo che possano alimentarsi nel modo più opportuno in base al loro profilo genetico.

Photo credit: Carolina Fanni

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