Strumenti musicali a fiato: buone norme per il mantenimento igienico

Flauto, oboe, tuba, clarinetto, saxofono, tromba…con la loro bocca, i musicisti di strumenti a fiato producono melodie meravigliose che incantano ciascuno di noi. Spesso però ci si dimentica di un dettaglio importante: la protrusione mandibolare esercitata per suonare lo strumento e una carente igiene degli strumenti stessi mettono i musicisti a rischio per patologie di interesse odontoiatrico.

Ma i musicisti sono abbastanza sensibilizzati sul tema? E hanno consapevolezza dell’importanza di un programma di profilassi e mantenimento di igiene orale professionale perché non si verifichino disturbi a carico di denti e tessuti molli del cavo orale?

Photo credit: ShutterStock
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Questo ambito così particolare e poco esplorato ha attirato l’attenzione di Eleonora Steffan, studentessa di Igiene Dentale presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, e musicista lei stessa, che di questo argomento ne ha fatto la sua Tesi di Laurea. Affiancata dal Prof. Raffaele Vinci, Associato di Malattie Odontostomatologiche e Coordinatore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Orale presso UniSR, e dalla Dott.ssa Anna Rita Ferreri, nostra laureata in Igiene Dentale nel 2010 e per diversi anni docente a contratto, hanno voluto formulare un protocollo di mantenimento igienico per le imboccature degli strumenti musicali a fiato. Lo scopo è quello di sottolineare l’importanza di linee guida, a tutt’oggi assenti, per la prevenzione della salute anche nel settore musicale.

Ce ne hanno parlato in questa interessante e piacevole intervista.

Quali sono le principali problematiche cui vanno incontro i musicisti di strumenti a fiato?

Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato una prevalenza di disturbi funzionali del sistema muscolo-scheletrico in ambito odontoiatrico nei musicisti di strumenti a fiato. Pochissimi, o quasi nulli, sono invece i dati disponibili sulla sopravvivenza dei batteri sugli strumenti musicali a fiato.

Nel nostro studio abbiamo visto infatti, che chi suona da anni può riscontrare nel tempo alcune problematiche a carico della salute dentale e dei tessuti molli, ad esempio:

  • Disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM)
  • Problemi ortodontici: malposizioni e malocclusioni
  • Bruxismo (digrignamento dei denti)
  • Problematiche protesiche
  • Traumi dei tessuti molli
  • Distonia focale
  • Herpes labiale ricorrente
  • Xerostomia (secchezza delle fauci)
  • Lesioni post-trattamenti dentali di routine
  • Ipersensibilità dentinale
  • Patologie polmonari croniche
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Il biofilm è una sottile pellicola di microrganismi (specialmente batteri) adesa a un supporto solido. Nel nostro studio abbiamo innanzitutto voluto valutare visivamente, per mezzo di immagini fotografiche acquisite in due momenti diversi (T0 e T1), la presenza e l’estensione di biofilm salivare residuo sulle imboccature dei principali strumenti musicali a fiato (clarinetto, flauto, tromba), cioè di strumenti che vengono continuamente a contatto con i tessuti e i fluidi del cavo orale.

Successivamente abbiamo confrontato l’efficacia di 3 diverse procedure di igiene, applicate alle imboccature degli strumenti, che si basano sull’utilizzo di un collutorio contenente clorexidina 0,2%.

Com’è stata strutturata la vostra indagine?

Per la nostra indagine abbiamo coinvolto 27 musicisti presso scuole di musica di Milano e Pordenone, con lo scopo di verificare le problematiche di questi pazienti e formulare un protocollo efficace di mantenimento igienico per le imboccature degli strumenti a fiato. L’indagine si è basata sulla rilevazione fotografica di un campione di 27 imboccature di strumenti musicali a fiato, divisi in 9 clarinetti, 9 trombe, 9 flauti.

Ciascuna tipologia di questi strumenti è stata sottoposta a 3 diverse procedure di igiene, rispettivamente:

  1. Solo azione chimica per immersione
  2. Azione chimica e meccanica da strofinamento
  3. Azione chimica e meccanica da spazzolamento

Ai musicisti è stato inoltre sottoposto un questionario anonimo, che ha indagato le abitudini di igiene orale, l’alimentazione, gli stili di vita, le procedure di pulizia dello strumento, il rapporto con le figure professionali mediche in ambito odontoiatrico (Odontoiatra e Igienista Dentale), la percezione personale di quelle che possono essere le patologie orali a cui un musicista di strumento a fiato può andare incontro, in seguito all’esercizio strumentale.

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Che risultati avete ottenuto?

Analizzando gli strumenti sottoposti solo ad azione chimica per immersione (5 minuti in collutorio contenente clorexidina 0,2%) abbiamo evidenziato come, a T0 e T1, le imboccature presentassero la stessa estensione e quantità di biofilm residuo. Gli alti livelli di contaminazione microbica appaiono resistere maggiormente sulle superfici di ebanite delle imboccature del clarinetto e del sassofono, mentre le superfici metalliche di tromba e flauto risultano meno ritentive. Tuttavia la sola azione chimica del collutorio non sembra sufficiente a rimuovere una quantità significativa di biofilm.

Le imboccature sottoposte per 1 minuto a strofinamento con panno e collutorio contenente clorexidina 0,2% mostrano, a T0 e T1, differenze più evidenti rispetto al metodo precedente. L’azione di strofinamento meccanico, associata all’utilizzo del collutorio, permette una maggiore rimozione di biofilm residuo. Anche questa procedura mette in luce delle differenze fra i materiali delle imboccature, in quanto l’ebanite di clarinetti e sassofoni tende a trattenere un omogeneo strato di pellicola dopo la detersione rispetto al metallo di trombe e flauti.

Infine, le imboccature sottoposte per 1 minuto a spazzolamento con spazzolino e collutorio contenente clorexidina 0,2% mostrano, a T0 e T1, differenze significative: è evidente come su tutte le tipologie di materiali l’azione meccanica di spazzolamento, con uno strumento a setole morbide che permetta di raggiungere maggiormente i punti più stretti dell’imboccatura, unita all’azione chimica del collutorio, favoriscano la rimozione di quasi tutto il biofilm visibile.

Dai questionari è emerso che questi pazienti, pur sottoponendosi a cure odontoiatriche e seguendo controlli periodici professionali di igiene orale, non sembrano porre attenzione ai cambiamenti cui denti e tessuti molli sono inevitabilmente esposti.

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Quale protocollo di mantenimento igienico avete formulato a seguito del vostro studio?

In base al nostro studio, abbiamo proceduto a formulare un protocollo base di mantenimento igienico per le imboccature degli strumenti musicali a fiato, per garantire loro una lunga e salutare carriera musicale:

  • Quando possibile, ogni musicista dovrebbe avere il proprio strumento personale
  • Se questo non è possibile, ogni musicista dovrebbe possedere almeno la propria imboccatura
  • Le ance non devono essere assolutamente condivise
  • Gli strumenti dovrebbero essere correttamente smontati e puliti alla fine di ogni esecuzione
  • Le imboccature dovrebbero essere igienizzate con cura, almeno una volta alla settimana
  • Per la pulizia e la disinfezione, soprattutto in caso di condivisione dello strumento, è consigliato lo spazzolamento dell’imboccatura, per almeno 1 minuto, con spazzolino a setole morbide e collutorio contenente clorexidina 0,2%
  • Proteggere dall’umidità le parti in sughero degli strumenti
  • Dopo 1-5 minuti di immersione, procedere allo spazzolamento delle superfici, per almeno 1 minuto, con spazzolino a setole morbide. Potrebbe essere necessario ripetere questo passaggio se l’imboccatura è eccessivamente sporca. Ci si può avvalere anche di altri scovolini di dimensioni più ridotte per raggiungere meglio le zone strette dell’imboccatura
  • Fare attenzione a non graffiare le superfici, premendo con le parti plastiche dei presidi utilizzati
  • Sciacquare accuratamente (sempre proteggendo le parti in sughero)
  • Posizionare le parti dello strumento in un panno o in un tovagliolo di carta
  • Asciugarle accuratamente (anche all’interno)
  • Cambiare sempre il panno con cui si asciuga lo strumento. Se questo non è possibile, conservarlo in una custodia a parte o, almeno, avere cura di non riporlo in custodia umido.
  • Gli scovolini, gli stracci e i panni per asciugare dovrebbero essere regolarmente passati nel microonde, per velocizzare l’asciugatura e per diminuire la contaminazione degli stessi. La decontaminazione delle ance con questo metodo può essere efficace, ma può provocare il prematuro deterioramento delle ance naturali
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