Il senso della velocità e l’influenza dei videogiochi nei bambini: pubblicato uno studio UniSR

Un recente studio dell’Università Vita-Salute San Raffaele, pubblicato sulla prestigiosa rivista Scientific Reports, aveva esplorato la sensibilità percettiva alle differenti velocità di un video, scoprendo che tale video poteva essere alterato – rallentato o accelerato – senza che i partecipanti notassero alcuna differenza (ne avevamo parlato qui).

Facendo seguito a quello studio, il Prof. Claudio de’Sperati, Associato di Psicofisiologia presso la Facoltà di Psicologia e responsabile dell’Unità di Psicologia Sperimentale, ha coordinato una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista specializzata Journal of Experimental Child Psychology, che analizza il senso della velocità nei bambini.

Photo credit: ShutterStock
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Spiega il Prof. de’Sperati: “In collaborazione con la Sigmund Freud University di Milano, abbiamo analizzato il senso di velocità in 142 bambini in età elementare. È emerso che più sono piccoli, più i bambini sembrano vedere i videoclip scorrere lentamente”. Cosa significa questo risultato? “Un’interpretazione possibile è che i bambini più piccoli vedano i video scorrere più lentamente perché normalmente lo schermo rimpicciolisce le immagini rispetto alla realtà e il cervello non si è ancora ben adattato a questa modalità visiva artificiale. Secondo questa ipotesi, ancora tutta da dimostrare, guardare troppo la TV o usare troppo lo smartphone potrebbe rappresentare una specie di “zavorra” per il sistema visivo, rallentandone le funzioni. Questo fenomeno potrebbe essere compensato ottimizzando la velocità video in funzione dell’età, ma prima occorre conoscerne bene i risvolti, anche rispetto allo sviluppo del senso di realtà, che è quello che abbiamo iniziato a fare nel nostro studio. Naturalmente la prima opzione è l’uso intelligente delle tecnologie video, non abusandone”.

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Un secondo aspetto analizzato è l’influenza dei videogiochi sul senso di velocità: “Abbiamo rilevato che per i bambini che usano maggiormente i videogiochi, i comuni videoclip sembrano scorrere più velocemente, indipendentemente dall’età. Questo risultato, che per certi versi può sembrare controintuitivo, potrebbe significare che i videogiocatori tendono a proiettare sulla realtà, accelerandola, i ritmi d’azione dei videogiochi”.

Videogiochi e televisione vengono comunemente indicati come deleteri e dannosi (certamente nessuno consiglierebbe ai propri figli di trascorrere le giornate sui videogiochi o davanti alla televisione). “Tuttavia alcuni studi – riflette de’Sperati – hanno mostrato anche aspetti positivi dei videogiochi: ad esempio, i videogiochi d’azione migliorano le capacità attentive e di lettura dei bambini dislessici. Solo il nostro studio, tuttavia, ha messo in luce una relazione con il senso della velocità. In questo senso i videogiochi potrebbero contribuire a compensare la “zavorra” visiva di cui parlavamo prima”.

Aggiunge: “Stiamo facendo partire uno studio multicentrico internazionale per estendere questi risultati a una popolazione di bambini e adolescenti più vasta ed eterogenea, e anche per verificare se i “videogiochi oculari” (in cui ciò che accade sullo schermo viene controllato dallo sguardo) possano avere un effetto ancora maggiore dei videogiochi tradizionali sulla dislessia e anche sulla discalculia”. Uno degli obiettivi dello studio è verificare se e quanto un massiccio consumo di video possa incidere sullo sviluppo del senso dinamico della realtà.

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