16 Aprile, Giornata mondiale della voce: intervista all’esperto

La voce: strumento per eccellenza della comunicazione, cruciale nelle relazioni umane, espressione artistica e parte integrante di ogni cultura nel mondo. La Giornata Mondiale della Voce (nata in Brasile nel 1999) viene oggi celebrata annualmente il 16 Aprile con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della voce e mettere in guardia contro eventuali patologie vocali. Perché si “perde la voce”? Quali sono i consigli per una voce sana? Perché fatichiamo a riconoscerci quando riascoltiamo un nostro messaggio vocale?

A queste (ed altre) domande ha risposto il Prof. Matteo Trimarchi, Associato di Otorinolaringoiatria presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e Specialista in Otorinolaringoiatria presso l’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale San Raffaele.

Photo credit: ShutterStock
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Genere, etnia, età…in che modo la voce è in grado di darci così tante informazioni sul nostro interlocutore?

Attraverso la combinazione di intensità, altezza e timbro la voce riesce a trasmetterci una vasta gamma di emozioni quali rabbia, gioia, tristezza e paura, indipendentemente dal significato delle parole; l’accento e le cadenze di un individuo ci informano circa la sua provenienza geografica. In estrema sintesi potremmo dire che la voce è in grado di dirci simultaneamente chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo arrivare.

Qual è l’importanza sociale e/o evolutiva della voce?

L’importanza della voce nel comportamento sociale è stato oggetto di numerosi studi di etologia che affermano l’esistenza di una “pulsione sociativa” primordiale che, al pari della pulsione sessuale, è mirata ad instaurare un legame tra individui.  Ne è testimonianza il singolare esperimento dello studioso Konrad Lorenz il quale, in assenza di un’anatra che svolgesse la funzione materna, cominciò a parlare regolarmente ad una covata di anatroccoli: al momento della nascita essi dimostrarono una clamorosa sensibilizzazione rispetto alla voce dello studioso, rivelando quindi una vera preferenza per la voce umana. Se prendiamo in considerazione l’essere umano, ogni bambino appare dotato sin dalla nascita di capacità comunicative innate geneticamente trasmesse, primo fra tutti il pianto, che ha la funzione primaria di segnalare a chi si prende cura del bambino i particolari stati e bisogni di quest’ultimo.

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A volte ci capita di riascoltare un nostro messaggio vocale: perché fatichiamo a riconoscerci?

Esiste una spiegazione fisica a questo singolare fenomeno. Sentiamo la nostra voce in modo diverso da come la sentono gli altri perché la voce ascoltata dalle altre persone ha attraversato un unico mezzo fisico prima di raggiungere le orecchie, cioè l’aria.

I suoni emessi da noi stessi, invece, oltre che attraverso l’aria, si trasmettono anche attraverso tutti i tessuti frapposti tra la laringe e la coclea (l’orecchio interno). Le onde sonore assumono frequenze diverse attraversando l’aria o un mezzo solido e quindi la voce ha un timbro diverso. Inoltre, un qualunque registratore altera la nostra voce, anche se in maniera minima. Durante la registrazione, infatti, il suono viene convertito da onde sonore meccaniche a onde elettromagnetiche, mentre per l’ascolto avviene il processo inverso: la voce emessa da questi dispositivi non è quindi mai perfettamente identica all’originale.

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Quali sono le principali patologie a carico della voce? Come si possono trattare?

I disturbi della voce, anche detti disfonie, possono essere di due diversi tipi: organici o funzionali. I primi sono dovuti ad alterazioni infiammatorie, anatomiche o di qualunque altra natura della laringe, il principale organo deputato alla produzione della voce. Le disfonie funzionali sono invece patologie della voce che si verificano in assenza di specifiche lesioni o deficit motori.  Il trattamento delle disfonie organiche si basa sull’eliminazione della causa scatenante il disturbo, ad esempio il reflusso gastrico nel caso della laringopatia da reflusso acido. Per il trattamento disturbi funzionali un ruolo fondamentale è rivestito dalla riabilitazione logopedica, oltre che da una serie di norme comportamentali mirate a ridurre lo stress a carico delle corde vocali.

Un avvertimento: disfonie o cali di voce persistenti, che non guariscono, in alcuni casi potrebbero essere l’espressione di patologie più serie (carcinoma della corda vocale, malattie polmonari), dunque attenzione non sottovalutarli.

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Perché si “perde la voce”? Quali sono le categorie più a rischio?

Si può perdere la voce in caso di un suo cattivo o eccessivo utilizzo, definiti rispettivamente “malmenage” o “surmenage” laringeo. Sono più a rischio tutti i soggetti sottoposti ad un carico vocale superiore alla norma al fine di rendere la loro voce percepibile agli uditori, come ad esempio insegnanti, manager, cantanti, attori, speaker radiofonici, commessi o parrucchieri.

Quali sono i consigli per una voce sana?

Il principale consiglio per una voce sana consiste nell’utilizzare un tono medio nell’articolazione dei suoni in modo da non affaticare eccessivamente le corde vocali; evitare quanto più possibile l’utilizzo di agenti irritanti quali gli alcolici ed abolire il fumo di sigaretta; è importante inoltre assumere un adeguato apporto quotidiano di liquidi oltre che umidificare degli ambienti domestici al fine di garantire un’idratazione appropriata delle corde vocali. Ultimo ma non meno importante, l’adesione alla campagna vaccinale contro il papilloma virus, responsabile, oltre che di patologie appartenenti al distretto anogenitale, anche della papillomatosi laringea, un’importante causa di disfonia soprattutto nel bambino.

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